La nascita del castello fliscano affonda le sue radici in una posizione tanto suggestiva quanto strategica. Qui, nell’alta Val di Vara, passava una via fondamentale di collegamento e di scambi commerciali tra la costa levantina e l’Appennino ligure-emiliano. Ma non erano solo i traffici a rendere questo luogo cruciale: le tensioni militari che attraversavano il territorio imponevano la creazione di un presidio capace di difendere e controllare l’area.
La risposta a queste esigenze fu audace e innovativa: la costruzione di un borgo fortificato dalla forma ellittica, oggi noto come “Borgo Rotondo”. Le case in pietra, tutte uguali e disposte lungo il perimetro, creavano una cortina difensiva continua. Sotto di esse, i portici ospitavano le attività lavorative, mentre stretti vicoli collegavano il tutto alla strada mediana centrale. A nord del borgo, a chiusura del sistema difensivo, sorse il primo palazzo destinato a diventare la residenza dei Fieschi a Varese Ligure.
Il XV secolo segnò un periodo turbolento. Dopo due tentativi falliti, il borgo cadde sotto l’assedio guidato dal capitano di ventura Niccolò Piccinino, al servizio del duca di Milano Filippo Maria Visconti. È in questo contesto che nel 1435 venne eretta la poderosa torre alta di offesa, dotata di ponte levatoio e considerata tra le più avanzate del suo tempo. Alla sua costruzione parteciparono maestranze della Lunigiana, già celebri per la torre del castello del Piagnaro di Pontremoli. Qualche decennio dopo, sotto il dominio dei Landi, si aggiunse una seconda torre, più bassa e cilindrica, con base a scarpa, completando l’apparato difensivo.
Il dominio dei Fieschi giunse al termine nel 1547, con la fallita Congiura di Gianluigi Fieschi contro Andrea Doria. Questo evento segnò il passaggio definitivo del territorio sotto il controllo della Repubblica di Genova. Con l’istituzione della Podesteria di Varese, l’antica residenza fliscana cambiò funzione: divenne sede del podestà e delle carceri, subendo modifiche strutturali come l’apertura dei finestroni nella torre dei Landi e forse l’abbassamento del torrione principale.
Dopo secoli di utilizzi differenti, il castello è stato restaurato negli anni Sessanta del Novecento dalla Soprintendenza ai Monumenti della Liguria. Oggi, di proprietà comunale, è tornato a essere un luogo vivo: ospita mostre, convegni e manifestazioni, continuando a raccontare, pietra dopo pietra, la storia complessa e affascinante di Varese Ligure.
Geoportale Regione Liguria – Architetture; Mammola R., “Il castello di Varese Ligure ed il borgo rotondo” in Calcagno D., Cavana M., a cura di, “I Fieschi tra Papato e Impero”. Atti del Convegno. Lavagna 18 dicembre 1994 (p. 45-126). Lavagna, Istituto di Studi sui Conti di Lavagna;
https://www.archeominosapiens.it/antonio-cesena-varese-ligure/;
Bernabò B., “Varese Ligure e il suo territorio”, 1997;
https://www.halleyweb.com/c011029/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/121
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