Nell’Ottocento, l’area del Tigullio fu teatro di un massiccio esodo oltreoceano, alimentato da molteplici cause. L’alto carico demografico rendeva difficile la sussistenza delle famiglie locali. Inoltre, l’arrivo di prodotti da altre regioni a prezzi molto più bassi, specialmente vino e olio, minava la competitività dei produttori locali.
L’industrializzazione portò alla fine dell’artigianato rurale casalingo dei tessuti, privando molte famiglie di una fonte di reddito fondamentale. La forte imposizione fiscale aggravava ulteriormente la situazione economica, mentre le ricorrenti calamità naturali non facevano che peggiorare le condizioni di vita.
La riluttanza dei giovani ad assolvere il servizio militare e la crisi dell’attività estrattiva ardesiaca si aggiunsero alle già numerose cause che spingevano le persone a cercare fortuna altrove. Questi fattori contribuirono a creare un clima di insicurezza e incertezza che spingeva sempre più persone a emigrare.
Nel 1849, la scoperta di ricchissimi giacimenti auriferi in California accese il “mito della California”. La corsa all’oro rappresentava una tentazione irresistibile, e molti contadini delle nostre zone, inclusi quelli del Circondario di Chiavari, furono attratti da questa prospettiva.
Già nel periodo 1840-1850, si registravano casi di precoce emigrazione da Cogorno verso l’Argentina. Questo trend raggiunse il suo apice tra il 1886 e il 1889, periodo durante il quale molti emigranti si diressero verso i paesi dell’America meridionale come Argentina, Cile, Perù ed Ecuador. Solo successivamente, si verificò un significativo flusso migratorio verso gli Stati Uniti, specialmente in California.
L’analisi dei passaporti rilasciati tra il 1901 e il 1907, un periodo di forte esodo in Liguria, rivela che la nazione preferita dalla maggior parte degli emigranti era gli Stati Uniti (40-42%), superando l’Argentina (37%), una meta già consolidata, soprattutto nella zona di La Plata.
Negli Stati Uniti, le principali località di destinazione erano Chicago, New York e San Francisco. È interessante notare che Cogorno era l’unico comune tra quelli esaminati a registrare una piccola percentuale di passaporti per il Canada.
Anche nel secondo dopoguerra si verificò un esodo significativo. Circa un centinaio di persone partirono dai comuni del Tigullio, spesso richiamati da parenti o amici già stabiliti all’estero, dirigendosi prevalentemente verso l’America meridionale.
Spesso, diversi componenti di uno stesso gruppo familiare partivano insieme per le Americhe. Era comune anche tra gli emigranti sposarsi tra conterranei o tornare in patria per sposare una compaesana da portare poi in America. Queste dinamiche contribuivano a mantenere forti i legami con la terra d’origine, creando reti di supporto che facilitavano l’integrazione nei nuovi paesi.
L’emigrazione dall’area del Tigullio ha lasciato un’impronta indelebile nella storia locale. Le storie di coloro che partirono sono testimonianze di coraggio, speranza e determinazione. Questo fenomeno ha modellato l’identità culturale e sociale delle comunità, creando legami transoceanici che perdurano ancora oggi.
Bruschi R., Lebboroni S., “Ritratto di Cogorno. L’antico feudo dei Conti Fieschi attraverso le sue memorie storiche”, Genova, De Ferrari Editore, 2000
Porcella M., “La fatica e la Merica”, Genova, Sagep, 1986
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