Nel cuore della frazione di San Siro Foce a Mezzanego, lungo la Strada Provinciale 26bis, sorge il Museo Etnoantropologico della Nocciola, ospitato nell’ex scuola elementare. La scelta di questo edificio non è casuale: da un lato restituisce vita a uno spazio pubblico precedentemente dismesso, trasformandolo in un centro culturale e di aggregazione; dall’altro garantisce un forte legame con il territorio, posizionandosi lungo l’antico tracciato viario che risaliva la Val Mogliana verso il Passo del Bocco, punto di accesso storico per chi viaggiava in direzione Parma. Il museo diventa così un hub di accoglienza che introduce i visitatori all’esplorazione consapevole della zona.
Il nocciolo domestico (Corylus Avellana) è presente nel Tigullio sin dall’antichità: ritrovamenti archeologici datano la prima testimonianza al III millennio a.C. a Rezzoaglio, mentre lo sfruttamento produttivo a Mezzanego è confermato tra I e IV secolo d.C. nell’insediamento romano di Porciletto. Documenti storici come un atto di vendita del 1446 e la Caratata del 1642 a Ca’ Matta mostrano il passaggio da pianta selvatica a coltura organizzata, aprendo la strada a un’economia di esportazione che, nell’Ottocento, portò la nocciola locale sui mercati internazionali, come documentato dalla Società Economica di Chiavari.
Il declino della produzione nel XX secolo fu causato da industrializzazione e globalizzazione, aggravato dalla difficoltà di meccanizzare la raccolta su versanti terrazzati e dai frutti di dimensioni ridotte. Nonostante queste sfide e le nuove minacce climatiche e fitopatologiche, l’elevata qualità della nocciola di Mezzanego ha portato, nel 2017, al suo inserimento nel marchio collettivo geografico “Misto Chiavari”.
L’aula espositiva occidentale ospita tre sezioni principali. La prima mostra 52 campioni di 28 varietà di nocciole Misto Chiavari, evidenziando la selezione secolare che ha adattato ogni varietà ai microclimi locali, come la Tapparona per terreni soleggiati e la Dall’Orto per zone umide. La seconda sezione esplora lo sviluppo del territorio tramite plastici dei siti archeologici e agricoli, mentre la terza illustra il ciclo artigianale tradizionale attraverso modellini dei sistemi di sgusciatura manuale o a trazione animale.
Il museo è integrato in una rete di itinerari tematici che partono dalla sede espositiva, restituendo ai visitatori una lettura stratificata della storia locale. L’obiettivo finale è fornire strumenti per comprendere il rapporto tra uomo e ambiente, promuovendo uno sviluppo sostenibile fondato sulla memoria collettiva e sulla valorizzazione del territorio, rendendo la nocciola non solo un prodotto agricolo, ma simbolo di cultura e identità locale.
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