Grotte della Val Frascarese

Le grotticelle sepolcrali: custodi del passato

Nell’arco che comprende la Liguria e la Toscana settentrionale, gli archeologi hanno documentato particolari sepolture collettive all’interno di piccole cavità naturali, chiamate tecnicamente “grotticelle sepolcrali”. Questi spazi non erano semplici rifugi, ma luoghi dedicati esclusivamente alla funzione funeraria. Rimaste attive per secoli, le grotticelle accoglievano deposizioni successive, diventando testimonianza silenziosa della continuità della vita e della morte nelle comunità preistoriche.

 

Il sepolcreto della Tana Da Prima Ciappa

Tra i siti più emblematici spicca il sepolcreto della Tana Da Prima Ciappa, dove è evidente il lungo utilizzo della grotta come luogo di sepoltura di un gruppo legato da vincoli di parentela. Qui sono stati rinvenuti i resti di almeno una decina di individui, inclusi due adolescenti. Alcuni tratti cranici comuni suggeriscono legami consanguinei. I resti erano spesso in giacitura secondaria antica: cinque individui, ad esempio, furono ammassati nel centro della galleria B con due calve craniche rivolte verso l’imboccatura, mentre altri reperti erano sparsi nei cunicoli laterali.

 

I tesori funerari

Accanto ai defunti venivano deposti oggetti preziosi: recipienti in ceramica di produzione locale, strumenti di uso quotidiano, numerose punte di freccia in diaspro rosso, una lama di pugnale in selce, oggetti in rame e vari ornamenti, comprese perline da collana. Le analisi al radiocarbonio collocano queste sepolture nell’Età del Rame, tra il 3035 e il 2340 a.C., documentando un uso prolungato e sistematico della grotta come sepolcreto.

 

La Tana delle Fate: rifugio attraverso i millenni

La Tana delle Fate, invece, mostra una storia diversa. Grazie alla sua conformazione interna, con un cunicolo che conduce a una lunga camera e un pozzo di ventilazione, la grotta fu utilizzata come rifugio in diversi periodi degli ultimi 6.000 anni. Testimonianze orali raccontano che durante la Seconda guerra mondiale offrì protezione ad alcuni giovani del vicino centro di San Pietro di Frascati, che vi si nascosero durante i rastrellamenti. In questo caso, la grotta unisce la memoria preistorica con quella recente, incarnando la resilienza dell’uomo davanti ai pericoli.

Fonti

 

Geoportale Regione Liguria_siti archeologici, Maggi R., Formicola V., “Una grotticella sepolcrale dell’inizio dell’Età del Bronzo in Val Frascarese”, in “Preistoria Alpina”, 14, 1978, pp. 87-113;

 

Del Lucchese A., Maggi R. (a cura di), Dal Diaspro al Bronzo. L’Età del Rame e l’Età del Bronzo in Liguria: 26 secoli di storia tra 3600 e 1000 anni avanti Cristo, (Quaderni della Soprintendenza Archeologica della Liguria 5), Luna ed., La Spezia, La Spezia, Luna Ed., 1998

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