Nel cuore della valle Sturla e dell’Appennino Ligure si trova il sito archeologico di Porciletto, una finestra aperta sul popolamento rurale tra l’epoca romana e tardoantica. Le indagini archeologiche hanno rivelato un insediamento rustico attivo a partire dal I secolo a.C. fino almeno al V secolo d.C., costruito su ampi terrazzamenti artificiali realizzati su un’antica frana. Qui furono eretti edifici in pietra con coperture in laterizio, a testimonianza di un’organizzazione attenta e duratura.
L’insediamento di Porciletto ebbe una vita lunga ma dinamica. Tra il IV e il V secolo d.C., le vecchie strutture in pietra, ormai in disuso o crollate, vennero spianate per fare spazio a nuovi edifici in pietra e a una capanna lignea con pavimento in pietra. Le modifiche mostrano l’adattamento degli abitanti alle esigenze della comunità, la continuità nell’uso del sito e la cura nel valorizzare le risorse naturali e la posizione strategica del luogo.
I dati archeologici indicano che durante l’età imperiale il sito raggiunse il suo massimo livello di frequentazione, probabilmente come fattoria autosufficiente e relativamente prospera. Qui si svolgevano diverse attività agricole e artigianali, e i reperti documentano l’importazione di prodotti di pregio come salsa di pesce, vino e olio provenienti dall’Africa e dalla Spagna. La scelta del sito non fu casuale: l’esposizione favorevole, la disponibilità di risorse idriche e la fertilità del terreno su un versante accuratamente terrazzato resero Porciletto ideale per costruire abitazioni e strutture produttive.
Porciletto non è solo un insieme di ruderi: è la testimonianza di secoli di vita rurale, di strategie di insediamento intelligenti e della capacità degli antichi abitanti di creare comunità autosufficienti in armonia con l’ambiente. Camminare tra i resti della fattoria significa immergersi in una storia millenaria di lavoro, innovazione e adattamento.
Fonti
Gambaro L., “La Liguria costiera tra III e I secolo a. C. Una lettura archeologica della romanizzazione”, Padova, 1999;
Mannoni T., “Insediamenti poveri nella Liguria di età romana e bizantina”, in ‘Rivista di Studi Liguri’, XLIX, 1983, pp. 254-264;
Melli P., “Neirone e il territorio dei Tigulli. Popolamento e sviluppo fino alle soglie del Medioevo”, in Spinetta R. (a cura di), “Neirone. Natura, storia, arte”, Grafica Don Bosco, Genova, 2004, pp. 119-134
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