L’origine dell’insediamento di Villa Cella risale ai primi anni del XII secolo, quando una comunità di monaci dipendenti dal monastero pavese di San Pietro in Ciel d’Oro fondò un convento in questo luogo appartato e strategico. La scelta del sito non era casuale: il complesso sorgeva lungo la mulattiera del Passo delle Rocche, una direttrice fondamentale che collegava il versante marittimo ai circuiti commerciali del Piacentino e della Pianura Padana. Questa via era la più breve tra il mare e l’entroterra e permetteva di aggirare l’ampia palude che un tempo occupava il fondovalle tra Farfanosa e Parazzuolo.
Nel 1162 il cenobio assunse il titolo di abbazia, godendo per lungo tempo di grande rilevanza religiosa ed economica. A partire dal XIV secolo, però, il potere monastico cedette gradualmente a quello dei signori locali dei De Meleto, successivamente noti come Della Cella. La data esatta della fine dell’esperienza monastica rimane incerta, ma gli storici ipotizzano un lento declino conclusosi nel XV secolo. La tradizione orale racconta che furono gli stessi monaci a bonificare la palude del fondovalle, ma paradossalmente il miglioramento dei percorsi di pianura rese marginale la mulattiera del Passo delle Rocche, accelerando l’abbandono del monastero.
L’attuale chiesa di San Michele riflette lo stile postridentino: una navata unica divisa in tre campate e un presbiterio semicircolare. La facciata sobria è decorata da un semplice cornicione in stucco e da una figura angelica sul vertice del timpano. Di grande interesse sono le murature, che mostrano l’uso di conci angolari e pietre di pregio di recupero nei livelli inferiori, suggerendo l’esistenza di strutture altomedievali o preesistenti risalenti all’epoca di fondazione del cenobio.
Alla fine del XIX secolo, sulle antiche strutture conventuali fu impiantato un mulino, oggi ridotto a rudere. Durante la costruzione, il rinvenimento di una sepoltura con arredi monastici confermò la funzione originaria dell’area. Insieme a una casa rurale ancora esistente, questi resti costituiscono un esempio significativo di architettura appenninica, caratterizzata da volumi compatti in pietra e tetti in lastre di ardesia, testimoniando la continuità storica e culturale del sito.
Itinerari di diversa durata e adatti a ogni gusto e livello di preparazione, alla scoperta dei luoghi e dei panorami più belli e suggestivi del Tigullio ligure.
Lasciati guidare e fatti sorprendere dai tesori nascosti che il territorio del Tigullio ligure è capace di offrirti in ogni stagione.
Percorsi escursionistici, arrampicata, mountain-bike e molto altro… Scegli lo sport a contatto con la natura che fa per te!
Spettacoli, Teatro, Musica, Enogastronomia, Reading… Vivi le proposte culturali e artistiche, immerse nel paesaggio ligure.
Geologia, birdwatching, ingegneria naturalistica e altre iniziative, per coltivare consapevolezza e responsabilità per le questioni ambientali.
Catalogo del patrimonio materiale e immateriale, preziosa risorsa del Tigullio per fare comunità e per lo sviluppo locale.
Preserva la storia e le tradizioni del territorio del Tigullio ligure e tienile vive per le generazioni future.