Ventarola, frazione del Comune di Rezzoaglio in alta Val d’Aveto, si sviluppa come un aggregato di nuclei abitativi che la documentazione postmedievale definisce «villa», la forma di insediamento più diffusa nell’entroterra della Liguria di Levante fino alla fine dell’Ancien Régime. Le origini del borgo risalgono a epoche remote: nel preceptum Liutprandi del 714, il toponimo “Fontana Ventola” viene citato come limite di confine territoriale, suggerendo una frequentazione del sito già in tarda antichità.
Nel Medioevo, Ventarola si configurava probabilmente come un centro fortificato, necessario per proteggere i flussi di persone e merci che vi transitavano regolarmente. L’architettura del borgo riflette questa funzione: le case in pietra locale conservano tracce di ampie volte e portali monumentali, simboli dell’accesso ai luoghi di stoccaggio e della perizia artigianale delle maestranze locali. Tra questi, spicca il portale dell’edificio oggi adibito a rifugio del Parco dell’Aveto, datato 1631, testimone del prestigio delle famiglie che coordinavano i traffici secenteschi.
Ventarola rappresentava un nodo di raccordo strategico tra il Tigullio e Piacenza. Attraverso una delle principali «strade delle mule» provenienti dalla Val Fontanabuona, il borgo riceveva e smistava gran parte dell’olio raccolto nei bacili dei mercanti di Rapallo, destinato ai mercati della Valle del Po. Dal borgo, attraverso il Passo della Colletta, era possibile raggiungere Acero e immettersi direttamente nella Valle Sturla, consolidando la funzione di hub economico tra costa e entroterra.
Nel XVI secolo, il sistema garantiva non solo l’approvvigionamento dell’olio, ma anche l’importazione di granaglie padane. I valligiani fornivano le strutture logistiche, mentre i «principali» delle ville coordinavano l’attività commerciale, diventando protagonisti diretti del mercato. La tutela dei percorsi era affidata a edifici religiosi strategici: sulla strada verso il valico sorgeva una cappella dedicata a San Rocco, probabilmente abbandonata nel XVII secolo dopo la costruzione dell’oratorio di San Giacomo di Parazzuolo.
Oggi, le mulattiere storiche di Ventarola si innestano sui sentieri di crinale e sulle antiche direttrici commerciali, preservando la memoria di una civiltà rurale fondata sugli scambi strategici tra il litorale e l’Oltregiogo. Il borgo rimane così testimone vivo di un equilibrio tra montagna, commercio e vita comunitaria, dove ogni pietra racconta secoli di storia e lavoro.
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