Chiesa di Santa Maria di Nazareth

Santa Maria di Nazareth: un nuovo cuore religioso per Sestri

La chiesa di Santa Maria di Nazareth, progettata dall’architetto Giovanni Battista Carbone, iniziò a sorgere nel 1604 e fu completata in poco più di dodici anni. La sua costruzione nacque dalla necessità di un edificio più spazioso e centrale, in sostituzione della preesistente cappella dedicata a Santa Maria di Nazareth, documentata già dal 1368, e della chiesa di San Nicolò, ormai distante dal centro urbano. Con l’espansione della città sull’istmo consolidato, Santa Maria di Nazareth divenne così un punto di riferimento spirituale e comunitario per Sestri.

 

Trasferimento delle opere d’arte e consacrazione

Nel 1616, monsignor Francesco Mottini ordinò che le opere più preziose, tra cui il Crocifisso ligneo del XIII secolo – ancora oggi venerato dalla tradizione popolare – e gli arredi conservati nella chiesa di San Nicolò, fossero trasferiti a Santa Maria di Nazareth. La chiesa fu consacrata il 21 giugno 1624, come ricorda l’epigrafe sulla parete di fondo a destra di chi entra, inaugurando ufficialmente la sua funzione di centro religioso di primaria importanza.

 

Centro religioso e artistico della Diocesi di Brugnato

Nel corso della seconda metà del Seicento e per tutto il Settecento, Santa Maria di Nazareth si affermò come il centro religioso e artistico più rilevante della Diocesi di Brugnato. La chiesa custodisce opere d’arte di grande pregio, un ricco apparato decorativo e le pietre tombali dei vescovi della Diocesi, testimoniando il suo ruolo centrale nella vita spirituale e culturale del territorio.

 

Il pronao neoclassico: eleganza e ispirazione genovese

Tra il 1839 e il 1840, l’architetto Giambattista Prato realizzò il pronao neoclassico della chiesa, caratterizzato da colonne con capitelli ionici e timpano triangolare. Le colonne originarie in calcestruzzo furono sostituite nel 1955 da quelle in marmo bianco. Il progetto si ispira al modello del pronao della Santissima Annunziata del Vastato a Genova, opera di Carlo Barabino, conferendo alla chiesa un’eleganza architettonica che integra la storia religiosa con il linguaggio artistico del Neoclassicismo.”

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