Sulla riva sinistra del torrente Penna, dove le sue acque si fondono con quelle del fiume Sturla, sorge l’antico Oratorio dei SS. Giacomo e Filippo. Un tempo collegato alla piazza del “borgo di sotto” di Borzonasca da un ponte romanico del 1182, l’edificio ha visto la storia scorrere accanto a sé, fino alla distruzione del ponte nel 1945, durante la Seconda guerra mondiale. L’esatta epoca di fondazione dell’oratorio rimane incerta, ma le fonti confermano che risale certamente a prima del XVI secolo. L’architrave in ardesia del portale, recante l’anno 1534, testimonia invece un importante rifacimento coincidente con la nascita della Compagnia dei Disciplinanti, sotto la protezione dei santi titolari.
Un momento chiave nella storia spirituale dell’oratorio avvenne nel 1650, quando un antico Crocifisso fu traslato solennemente dall’abbazia di Borzone per preservarlo dalle persecuzioni che costrinsero i monaci ad abbandonare la badia. Da allora, il luogo venne conosciuto popolarmente come “Oratorio di Santa Croce”, simbolo di protezione e devozione per la comunità locale.
Tra il XVII e il XVIII secolo, l’oratorio divenne teatro di contese tra le diocesi di Genova e Bobbio, culminate nel 1702 con l’interdetto e la scomunica del vescovo di Bobbio, Mons. Ambrogio Croccio. Solo nel 1717, con Mons. Ildefonso Manara, l’edificio tornò pienamente attivo, nonostante il degrado. I restauri settecenteschi (1780-1784) e la dominazione napoleonica portarono, nel 1811, al trasferimento definitivo del Crocifisso nella parrocchiale.
L’oratorio si sviluppa su una pianta longitudinale a navata unica con abside semicircolare. La facciata a salienti, in finto marmo bardiglio, è impreziosita da architrave e stipiti in ardesia e da una grande bifora centrale. Il portale è decorato con un bassorilievo raffigurante la Vergine e i Santi Giacomo e Filippo in adorazione, insieme ad angeli e confratelli incappucciati. All’interno si ammirano archi romanici, fregi barocchi e affreschi.
L’altare maggiore, antico luogo del Crocifisso, ospita oggi un’icona marmorea donata da emigranti americani. Accanto, un secondo altare è dedicato alla N.S. del Rosario, sede dell’omonima Compagnia, e la statua di San Rocco, eretta a voto contro il colera dell’Ottocento. L’oratorio custodisce inoltre un crocifisso e una Pietà portati in processione ogni Venerdì Santo, continuando a essere fulcro di fede e tradizione per Borzonasca.
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0700111910;
Brignole G., La parrocchiale di Borzonasca. Dalla chiesa di San Bartolomeo al santuario del Santissimo Crocifisso. Indagini d’archivio e lettura del patrimonio storico artistico, tesi di laurea magistrale in Storia dell’arte e valorizzazione del patrimonio artistico, relatore D. Sanguineti, Università degli Studi di Genova, A.A. 2022/2023;
Arena R., Borzonasca 1944-1984, Edizioni Don Orione, Tortona 1984.”
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