Chiesa Parr. di San Bartolomeo Apostolo e Canonica (Magnasco)

Le origini spirituali di Magnasco

La storia della parrocchia di San Bartolomeo Apostolo affonda le radici nel XIII secolo, quando la vita spirituale della zona ruotava attorno alla piccola chiesetta del Piano di San Bartolomeo in Lamis, presso l’attuale Lago delle Lame. Questo antico oratorio era una dipendenza dell’Abbazia di Villa Cella, gestita dai monaci di San Colombano del monastero di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia, che offrivano rifugio e assistenza ai viandanti e ai trasportatori lungo le direttrici di crinale, cruciali per i collegamenti tra entroterra e riviera.

 

La prima chiesa nel borgo

Solo nel 1686, quattordici famiglie di Magnasco decisero di edificare una prima chiesa in pietra nel borgo, in sostituzione del vecchio oratorio monastico. Per la costruzione fu necessario richiedere il permesso al Vescovo di Tortona, poiché all’epoca il territorio ricadeva sotto la sua giurisdizione. Dell’edificio originario rimane oggi l’architrave del portale, recuperato e benedetto nel 1984 durante le celebrazioni del centenario della parrocchia, collocato dove ora sorgono la canonica e la piazza antistante.

 

Rinnovamento architettonico nel Novecento

L’attuale assetto monumentale della parrocchia è il frutto di un’intensa stagione di rinnovamento nel XX secolo. Tra il 1912 e il 1914 fu costruito il campanile ottagonale, in pietra locale lavorata a scalpello, dotato di un concerto di cinque campane. Tra il 1925 e il 1928, l’ingegner Amedeo Calcaprina progettò la nuova chiesa a croce greca, necessaria a sostituire le strutture degradate. Infine, nel 1935, l’architetto Italo Primi di Rapallo diresse i lavori per la nuova canonica, costruita sul sito del vecchio oratorio ormai demolito.

 

Il patrimonio artistico e le testimonianze storiche

L’interno custodisce testimonianze preziose della tradizione artistica locale e del prestigio storico della comunità. Tra queste spicca la statua lignea della Madonna della Neve, opera settecentesca attribuita alla bottega del celebre scultore genovese Anton Maria Maragliano, donata dalla famiglia Doria. Di notevole interesse sono anche la scultura marmorea di San Bartolomeo, antecedente alla chiesa attuale, e una lapide contenente un mattone della Porta Santa di Roma del Giubileo del 1775.

 

Magnasco: nodo viario e autonomia ecclesiastica

Geograficamente, Magnasco rappresentava un punto strategico: da qui transitava la direttrice più rapida per raggiungere Borzonasca e Chiavari attraverso il monte della Croce e Giacopiane, essenziale per il commercio e i collegamenti con la riviera. L’indipendenza ecclesiastica della parrocchia fu sancita il 18 febbraio 1884, quando si separò dalla giurisdizione di Rezzoaglio sotto l’episcopato di Monsignor Porrati, consolidando così l’identità spirituale della comunità.

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