Il paese sotto la terra e il paese sotto il cielo

Simbiosi tra Agricoltura e Attività Estrattiva

Il carattere principale del paesaggio agrario nel bacino di Cogorno-Lavagna deriva dalla perfetta integrazione tra agricoltura e attività estrattiva, realizzata dai cavatori-contadini, professionisti che non dimenticavano mai di essere, prima di tutto, contadini. La cultura contadina restò dominante, e l’attività estrattiva dovette adattarsi, dimostrare di saper coesistere, di essere utile.

 

L’Insediamento Sparso degli Oliveti

Il versante sud del monte San Giacomo è infatti ricoperto di olivi e densamente popolato, caratterizzato da quell’insediamento sparso tipico degli oliveti tigullini. Gli strati di ardesia lo attraversavano dalla base al crinale, intersecando coltivazioni, abitazioni, corsi d’acqua e strade. La lunga storia dell’estrazione dell’ardesia, risalente a tempi in cui la popolazione contadina era assai inferiore a quella dell’Ottocento, ci fa capire che il paesaggio agrario si dovette modificare assieme (ed in conseguenza) all’attività estrattiva, utilizzando tutto ciò che essa poteva fornire di utile.

 

La Crescita del Paesaggio Sottoterra e in Superficie

A mano a mano che sottoterra cresceva il volume degli scavi, in superficie crescevano e cambiavano forme e volumi. Nascevano fasce, casún, strade, abitazioni, chiese, oratori, cappelle, cortili, aie pensili, frantoi e muri di confine: tutto di ardesia. Era come se si sviluppassero simmetricamente due paesi, uno di pena e di tenebra sotto terra e uno di fatica e di luce sotto il cielo.

 

L’Ardesia: Parte Integrante del Paesaggio

C’è tanta ardesia a Cogorno quanta sabbia in un deserto, tuttavia il paesaggio non ne è dominato né oppresso, grazie al non-colore che la pietra assume col tempo, per la sua umile natura che la fa mimetizzare con l’edera, il muschio, l’erba, gli olivi, la vite e i castagni. Le cave producevano non solo ciápe ma anche paesaggio e l’ardesia condizionava nel bene e nel male la vita di tutti: uomini, donne, cavatori e contadini.

Fonti

Porcella M., “Gli uomini dell’ardesia”, in Centro di Documentazione della Civica Biblioteca di San Colombiano Certenoli (a c. di), “L’ardesia della Fontanabuona e le sculture di Pietro Burzi”, Chiavari, Grafica Piemme, 2017, collana “Quaderni del Lascito Cuneo”

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