Rocche di Sant’Anna

Sopra il tunnel artificiale della Via Aurelia che collega Cavi Borgo con Sestri Levante, su un poggio in piano a picco sulla scogliera, si trovano i suggestivi ruderi di una cappella eretta tra il XIII e il XVI secolo. Questo edificio religioso sorge su un luogo di culto di epoca sicuramente più antica, uno dei punti più panoramici del Tigullio.

Una Cappella dalle Radici Antiche

L’origine del sito risale probabilmente agli inizi del cristianesimo, con una piccola edicola votiva già nel V secolo. Prima del XIII secolo, venne eretta una torre trapezoidale, seguita dalla costruzione dell’aula della chiesa tra il XIII e il XIV secolo e da un ampliamento nel XVI secolo. Il primo documento scritto che cita la chiesa risale al 1506. Nel 1516, un atto notarile del notaio Vincenzo Molfino menziona la cappella di Sant’Anna, costruita grazie alle donazioni di alcune nobildonne delle famiglie Musso, Oxio e Morinello. La chiesa continuò ad essere manutenzionata fino al 1728, ma il deterioramento causato dalle intemperie portò al suo abbandono nel 1757. Entro il 1810, con la costruzione della strada litoranea napoleonica, la chiesa fu definitivamente chiusa e nel 1820 era già crollata.

Leggende Intrise di Fascino

Accanto alla storia documentata, il sito delle Rocche di Sant’Anna è arricchito da numerose leggende. Una di queste racconta di un cavaliere proveniente dalla Provenza che, nel 1300, distratto dalla bellezza del panorama, cadde nel dirupo. Egli sopravvisse miracolosamente grazie a una preghiera a Sant’Anna, e per riconoscenza fece erigere la chiesetta.

La Tragica Storia di Anna

La leggenda più popolare narra la triste vicenda di Anna, primogenita di un conte di Lavagna, che ogni giorno galoppava lungo la via romana fino all’orlo del precipizio delle Rocche, in ansiosa attesa del suo amato Ubaldo, impegnato in guerra. Anna scrutava il mare, immaginando il ritorno vittorioso del suo amato o temendolo ferito a morte. Un giorno, disperata per la lunga attesa, si gettò nel mare infuriato, trovando la morte. Anni dopo, Ubaldo tornò vittorioso, solo per trovare una croce e una fredda pietra in ricordo della sua amata. In silenzio, una lacrima cadde sul volto di Ubaldo, bagnando la lapide su cui sorse la chiesetta di Sant’Anna, per commemorare le pene della fanciulla innamorata.

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